È morto all’età di 93 anni Andrea Camilleri, celebre autore di gialli che ha dato vita al commissario Montalbano, personaggio poi approdato sul piccolo schermo. Camilleri lascia un vuoto enorme, sia nel mondo della cultura sia nelle coscienze di milioni di italiani e italiane, che lo hanno apprezzato e sostenuto non solo per la sua arte letteraria, ma per il suo profondo civismo e per l’amore per la democrazia e lo stato di diritto.
Lo piange anche la comunità Lgbt, di cui Camilleri è stato discreto sostenitore. Non possiamo ovviamente dire che lo scrittore siciliano fosse “icona gay” in senso stretto e non doveva essere questo il suo ruolo. Di certo, ha contribuito a rendere migliore il nostro paese sul campo dei diritti civili. Come quando si è schierato apertamente a favore delle unioni civili in più di un’occasione. Ben prima che si innescasse il dibattito sulla legge Cirinnà, nel 2011 per una legge regionale in Sicilia, e quindi sostenendo apertamente il ddl, aderendo a una petizione pubblica che ha raccolto quasi centomila firme. In un periodo di abbrutimento culturale e politico come quello che stiamo vivendo, la sua figura ci mancherà. Così come la sua ironia, la sua cultura, il suo essere una persona di grande equilibrio.
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